Leccarsi le ferite
Siamo arrivati a Lisbona ieri sera e riesco a scrivere solo adesso dal tavolino di un bar.
Ieri è stata una giornata devastante. Ci siamo riposati per bene ma siamo partiti tardissimo alle 10 ed avevamo comunque 40 km davanti. La vescica sotto il piede mi ha dato noia per tutte le 8 ore di cammino quasi a volermi ricordare della giornata precedente.
È stata una camminata brutta perché praticamente tutta nella periferia di Lisbona, paesaggio a tratti orrendo e sempre su asfalto. Ci siamo imbarcati per raggiungere il centro di Lisbona prendendo il nostro terzo traghetto di questo cammino.
Lisbona è incantevole e noi siamo distrutti. Domani (in realtà è già oggi) non cammineremo ma faremo i turisti per Lisbona per vederla un po’…se avete suggerimenti o cose imperdibili fateci sapere.
Dobbiamo recuperare un po’ i piedi e riprenderci dalla stanchezza. Lisbona era il nostro checkpoint più importante del viaggio ma non siamo in clima di festeggiamenti. Abbiamo mangiato in un posto italiano molto buono…non vado mai a mangiare italiano all’estero ma era vicino all’ostello (ostello che definire agghiacciante è poco).
La doccia fredda a mezzanotte non me la meritavo
I nostri checkpoint erano questi:
Superare i primi 90 km di nulla (90 km)✅
Fare Rota Vicentina (310 km) ✅
Arrivare a Lisbona (430 km) ✅
Arrivare a Santiago (1100 km)
Arrivare a Finisterre (1220 km)
Da domani dovremmo essere più rilassati. Saremo su un cammino segnato e studiato per i pellegrini. Speriamo che ci sia l’accoglienza e lo spirito che mi ha fatto innamorare del Cammino Francese. Speriamo anche di non esserci rovinati i piedi con questi due giorni di 120 km di asfalto.
Domani sarà un cammino completamente diverso