La quercia

Immaginate di dover fare 50 km (che sono almeno 11-12 ore di cammino) e di saperlo già alle 4:30 del mattino quando suona la sveglia. Immaginate di stare 1 ora e mezza al buio e sentire ogni possibile rumore intorno e di sperare che l’alba delle 6:45 arrivi in fretta. Immaginate infine di non trovare per i primi 16 km (più di 3 ore di marcia) niente di aperto per fare colazione.

E poi vedi l’alba che ti toglie un bel po’ di tensioni e paure. Da quel momento in poi ti godi davvero la camminata con i colori che cominciano a prendere spazio nel cielo e con un fresco che non ti fa pesare i km.

Tutte queste cose le ho vissute solo stamattina..il cammino è sempre un’esperienza intensa.

Molto bella la tappa…su e giù per le colline, un sacco di verde, belli i paesaggi, poco asfalto ed un bel vento che a tratti ti faceva sentire freddo all’ombra.

Siamo così arrivati a Fatima con le gambe stanche dopo tanti km e 1200 metri di dislivello in salita. Il piazzale è molto carino e la chiesta troneggia in modo maestoso il tutto. Su diverse cose mi sembra invece sia un po’ troppo commerciale.

Ho acceso una candela per un grande uomo che è mancato qualche giorno fa. Un marito, un padre ed un nonno super…forse una delle più belle dimostrazioni di come i grandi valori creino grandi persone.

Ho acceso anche una candela per il mio Tommy.

La candela mi ha sempre affascinato come immagine…perché lei per fare luce agli altri deve consumare se stessa. Le cose belle, autentiche e vere si raggiungono solo con impegno costante che certo ci consuma anche un po’ (fatica, stanchezza ecc) ma le cose sono poi illuminate in un modo diverso.