
Il 30 Luglio partirò per un nuovo cammino che sta già cominciando a caricarsi di emozioni e paure…in qualche modo mi sta ricordando il mio primo cammino: Santiago.
Perché paure ed emozioni?
Dopo Santiago mi sono accorto che ormai avevo maturato una consapevolezza nel camminare che non mi faceva più preoccupare di nulla. Avevo perso il timore del riuscire ad arrivare alla meta e sapevo che le mie gambe ormai erano preparate. Inoltre in tutti i cammini successivi non ho mai potuto lasciarmi andare completamente o perché ero in un gruppetto di amici/conoscenti o perché c’erano delle tappe forzate da dover rispettare. Anche l’esperienza della Via Francigena è stato più un esercizio sportivo che una scoperta emotiva.
Io ed il mio grande amico pellegrino abbiamo deciso di ripartire da zero. Vogliamo goderci realmente il cammino, senza tappe, vogliamo vivere le persone che incontreremo senza fretta di andare alla città dopo, senza ansie di dover fare e dover arrivare.
E questo cambia subito tutte le carte in gioco… perché il cammino diventa così una scoperta e questo fa subito emozionare ma anche intimorisce un po’.
Sono anche più libero emotivamente siccome negli ultimi anni ho sempre avuto tanti pensieri che mi facevano tornare a casa con la testa.
Cammineremo davvero tanto, per alcuni km non avremo neanche una via da seguire siccome abbiamo unito più cammini…non abbiamo reale certezza del posto letto (a Santiago invece in un modo o nell’altro sapevi di non dormire fuori)…tante nuove cose quindi si prospetta un’esperienza autentica.
In più abbiamo voluto unire questa esperienza ad un qualcosa di utile che spiegherò anche nei prossimi post.
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