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Missione · In pianificazione

Gli 8000 degli Sherpa

Quando
2027
Paesi
Nepal

Abbiamo raccontato per anni le montagne attraverso chi cerca di conquistarle. Questa volta vogliamo raccontarle attraverso chi ci vive.

Il Nepal è la porta di accesso ad alcune delle montagne più alte della Terra. Everest, Lhotse, Makalu, Cho Oyu e altri giganti sopra gli 8.000 metri attirano ogni anno alpinisti e spedizioni da tutto il mondo. Ma dietro ogni salita esiste un’altra storia: quella delle persone che vivono ai piedi di queste montagne e che da generazioni ne conoscono sentieri, ghiacciai, vallate e stagioni.

Il nostro progetto nasce con l’obiettivo di raccontare gli 8000 dal punto di vista degli Sherpa.

Non vogliamo concentrarci soltanto sulla conquista della vetta, sui record o sull’impresa dell’alpinista. Vogliamo scendere dalla cima e conoscere le persone che rendono possibile questo mondo: Sherpa, guide, portatori, famiglie, agricoltori e giovani che vivono nelle comunità himalayane.

Vogliamo capire cosa significa vivere all’ombra di una montagna come l’Everest. Cosa significa accompagnare qualcuno verso gli 8.000 metri. Quali rischi comporta questo lavoro. Quanto il turismo di montagna abbia cambiato la vita delle comunità. E soprattutto come stanno cambiando queste montagne.

Gli 8000 che cambiano

Il cambiamento climatico è già visibile nell’Himalaya: il ritiro dei ghiacciai e le modifiche della disponibilità d’acqua stanno creando conseguenze per gli ecosistemi e per le comunità che vivono a valle.

Per chi arriva per qualche settimana con l’obiettivo di raggiungere una vetta, la montagna può rappresentare una sfida.

Per chi ci vive, è casa.

Ed è proprio questa differenza di prospettiva che vogliamo raccontare.

Una missione per le comunità

Il progetto non vuole limitarsi alla realizzazione di un documentario.

Durante il viaggio incontreremo una o più comunità Sherpa e, insieme alle realtà locali, individueremo un bisogno concreto su cui intervenire.

Potrà riguardare l’accesso all’acqua, la gestione dei rifiuti lungo i trekking, l’educazione dei giovani, la formazione professionale, la protezione dell’ambiente o la resilienza delle comunità di montagna.

L’obiettivo sarà raccogliere risorse attraverso il progetto e trasformarle in un intervento concreto scelto insieme alle persone che vivono quel territorio.

È un principio che per noi è fondamentale: non arrivare in Nepal con una soluzione già pronta, ma ascoltare prima di decidere cosa fare.

Un viaggio con due prospettive

Da una parte ci saranno gli 8.000 metri, le spedizioni, il ghiaccio, la fatica e le montagne che tutto il mondo conosce.

Dall’altra ci saranno le persone che quelle montagne le chiamano casa.

Vogliamo mettere queste due prospettive una accanto all’altra per raccontare una domanda semplice:

Cosa significa davvero vivere all’ombra degli 8.000 metri?

Un progetto per guardare l’Everest e l’Himalaya non dalla cima verso il basso, ma dal basso verso la cima.

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